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Il Vino autoctono
famoso nel mondo
Avete mai assaggiato
un Sagrantino di Montefalco, o magari un Sagrantino Passito? Bene,
se lo avete fatto, o se lo farete, a chi vi chiedesse quale sua
caratteristica vi abbia colpito non potreste che rispondere: la sua
forza. Il colore, la sostanza, la possanza dei vini prodotti con
questo vitigno sono proverbiali, il contenuto di sostanze coloranti
ed estratti di questi liquidi è tale da far impallidire vitigni
nazionali e internazionali. Scegliendo ad esempio la Toscana, il
produttore chiantigiano (ma anche maremmano) che, dopo laboriose
cure di vigna e di cantina, mostri soddisfatto il tasso di
polifenoli ottenuto dal suo vino non potrebbe che far sorridere il
collega umbro. Ma, dice che ci sia sempre un "ma", e in questo caso
sarebbe in fatti il toscano a chiedere: "ma, l'eleganza?"
Per l'eleganza sono
in corso i lavori, come ci dimostra la nouvelle vague del
Sagrantino. Forse non ci siamo ancora arrivati, ma cosa c'è di
meglio del vedere un vino che di anno in anno migliora, con vecchi
produttori che innovano e nuovi che entrano in scena? D'altra parte
questa è la ricchezza dell'Italia enologica: avere un patrimonio
immenso di realtà potenzialmente migliorabili. Patrimonio ormai in
rapida emersione che, non è difficile prevedere, renderà sempre più
elevata la reputazione del vino nazionale nel mondo enologico di
qualità.
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